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PRESIDENTE FRANCABANDERA RELAZIONE ANNO GIUDIZIARIO LANCIA CRITICHE SU UFFICI, RICOSTRUZIONE, PARCHEGGI E PERSINO SULLA MANCATA APERTURA BAR: ''NON CI RESTA CHE FARE AFFIDAMENTO NELLA SOLERZIA DELL'AMMINISTRAZIONE''

PALAZZO GIUSTIZIA: ACCUSE A COMUNE L'AQUILA
CORTE APPELLO: LAVORI FERMI, DISAGI SPAZI

Pubblicazione: 18 febbraio 2020 alle ore 07:32

L'AQUILA - Un duro attacco al Comune sulla situazione legata ai nuovi e vecchi spazi del palazzo di Giustizia dell’Aquila, i cui lavori, anche quelli della ricostruzione post terremoto 2009, sono stati segnati da ritardi e problematiche sul tappeto da molti anni. 

È quello formulato, con toni decisi e contestazioni puntuali, nelle scorse settimane, dal presidente di Corte d'Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nella relazione sullo stato della giustizia nel distretto abruzzese presentata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. 

La critica è stata totale su questioni risalenti a prima e dopo il sisma: disposizione e disponibilità degli spazi, lavori non ultimati, progetti futuri al palo, parcheggi bloccati da lunghissimo tempo, persino il bar del tribunale non ancora riaperto nell’ala riconsegnata dopo il terremoto. 

“A L’Aquila - ha spiegato l’alto magistrato -, come da troppi anni accade, poco o nulla è cambiato per i nostri uffici: la città è un enorme cantiere che lavora alacremente alla ricostruzione, privata e pubblica, ma i nostri risalenti problemi (alcuni antecedenti il terremoto del 2009) permangono in parte irrisolti. Mi riferisco, in particolare, a quella grande area che fronteggia la nuova ala del Palazzo che ci ospita, area che abbiamo sempre chiamato ‘Primo lotto’, che ormai è difficile continuare a definire come un ‘cantiere’, non essendo interessata da alcun lavoro da oltre un decennio. Eppure - ha attaccato ancora Francabandera - quell’area doveva essere, nelle intenzioni progettuali, sia piazza di accesso al nuovo Palazzo (che è penalizzato nella gestione delle uscite di sicurezza) che approdo alle antiche mura restaurate, al servizio della città e dei suoi abitanti. Non ci resta, quindi, che fare affidamento nella solerzia dell’amministrazione nella ricerca di soluzioni che non si facciano troppo attendere".
Tra i passaggi a vuoto figurano persino fallimenti delle imprese che hanno vinto appalti pubblici. 

"All’attesa risistemazione di tutti gli uffici all’interno dello stabile ristrutturato non ha fatto purtroppo seguito la soluzione di tutte le criticità evidenziate negli scorsi anni - ha detto ancora -. Infatti la progettazione del nuovo Palazzo di Giustizia di L’Aquila, non supportata da un’idonea verifica delle effettive esigenze funzionali degli uffici giudiziari, ha determinato non poche difficoltà che gli uffici devono affrontare e, nei limiti del possibile, risolvere. In primo luogo la mancata previsione di adeguati spazi da destinare alla conservazione dei documenti ha determinato, oltre alle difficoltà di ordinata sistemazione degli archivi correnti, anche l’impossibilità di riacquisizione di tutti gli atti e fascicoli processuali che sono ancora in deposito presso l’interporto di Avezzano (ben 800 pedane) e presso alcuni locali siti in località Bazzano (sede provvisoria di tutti gli uffici giudiziari aquilani dopo il terremoto del 2009). La realizzazione di spazi di grande ampiezza destinati ad atri e al passaggio ha, peraltro, pregiudicato la destinazione delle volumetrie ad uffici, sia per i magistrati e che per il personale amministrativo, costretti, soprattutto per la Corte e del Tribunale, a condividere stanze destinate ad ospitare una sola persona. Persino l’Ufficio Notificazioni e Protesti non ha potuto trovare sistemazione all’interno del Palazzo, con disappunto della classe forense che ha giustamente lamentato i conseguenti disagi per recarsi negli uffici di Via Pile, già destinati, sempre in via provvisoria, alla Corte. Gli spazi che in una prima assegnazione sembravano idonei ad ospitare l’U.N.E.P. (ipotesi scartata a seguito di più accurata verifica) sono stati poi assegnati al Tribunale, ma, a tutt’oggi, non è ancora stato possibile l’allestimento per il ritardo nell’approvazione dei lavori necessari. Anche la distribuzione degli spazi fra i vari uffici non risulta ancora ottimale e risente della perdurante incertezza in ordine al previsto accorpamento degli uffici giudiziari infra provinciali, recentemente e ulteriormente rinviato".

Secondo il presidente della Corte di Appello, lo stallo è totale.

“Tutto è fermo – prosegue la Francabandera, secondo quanto è dato sapere dall’amministrazione comunale - che riferisce dell’indisponibilità di adeguate risorse economiche e pensa ad un concorso di idee per una nuova progettazione - anche in ordine alla sistemazione della vasta area (cosiddetto ‘I lotto’) adiacente il Palazzo di Giustizia, destinata - fin dall’ormai lontano 2007- a parcheggio sotterraneo multipiano e piazza di accesso al Palazzo di Giustizia".

"La permanenza del cantiere (che in realtà tale non è essendo i lavori fermi da oltre un decennio) e comunque la totale inaccessibilità dell’area, ormai in grave degrado, continua a porre diversi problemi - incalza il presidente della Corte d'Appello - limitando la gestione delle uscite di sicurezza ed impedendo l’accesso all’immobile dall’ala nuova; permane, infine, il grave vulnus al decoro del nuovo Palazzo e dell’intera area, centralissima e caratterizzata dalla vicinanza dell’antica cinta muraria, per il cui pregevole restauro sono state impiegate notevoli risorse pubbliche".

Nella relazione il quadro delle problematiche è completo: "Resta gravoso il problema della manutenzione degli uffici giudiziari, transitata, com’è noto, dalle amministrazioni comunali direttamente agli uffici giudiziari per effetto della L.190/2014. La Corte di Appello, in particolare, nonostante le sue scarse risorse di personale, è stata gravata da numerose nuove incombenze, con le conseguenti difficoltà nell’affrontare le numerose problematiche esistenti che, purtroppo, appaiono talvolta irrisolvibili, nonostante la stabile interlocuzione tra la Conferenza Permanente e il Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, struttura che deve garantire il necessario supporto tecnico per le problematiche inerenti l’edilizia giudiziaria. L’attenzione che la materia richiede, anche in assenza di relativa cultura degli uffici, e la concorde sollecitazione di tutti i Presidenti di Corte d’Appello, ha determinato finalmente il Ministero della Giustizia ad istituire presso la Corte gli attesi ruoli dei profili professionali tecnici (un funzionario – l’unico già in servizio - e quattro assistenti non ancora nominati) con l’obiettivo di far fronte alle concrete necessità in tema di edilizia degli uffici giudiziari ed assicurare il supporto agli uffici periferici in materia di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili; la mancata copertura dei posti di assistente tecnico, impedisce, tuttavia, di operare con la necessaria efficacia".

"Infine - conclude la Francabandera - si deve purtroppo constatare che anche la realizzazione del bar all’interno dello stabile risulta più lenta del previsto. Sebbene i rappresentanti del Comune abbiano da tempo fornito assicurazioni in ordine ai tempi brevi per la conclusione delle procedure burocratiche, si è appreso recentemente che probabilmente bisognerà attendere almeno fino al prossimo mese di febbraio prima di consentirne la fruizione agli operatori della giustizia ed ai numerosi utenti che quotidianamente frequentano il Palazzo di Giustizia".



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