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INSEGNANTE DI CASALBORDINO SCRIVE UNA LETTERA ACCORATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: ''HO PAURA, HO BISOGNO DI AIUTO''

''NON VOGLIO DIVENTARE UN'ALTRA SCARPETTA ROSSA'', APPELLO DI UNA 52ENNE A MATTARELLA

Pubblicazione: 15 luglio 2019 alle ore 13:29

CASALBORDINO - "Illustrissimo signor presidente, la prego, non voglio diventare un'altra scarpetta rossa. Ho paura. Se non viene fermato il prima possibile, il mio ex compagno potrebbe farmi male irrimediabilmente". 

Termina così la lunga lettera-denuncia che una docente di inglese di Casalbordino (Chieti), 52enne, ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riportata dal quotidiano Il Centro. 

La donna nella missiva ripercorre il suo calvario, invocando un intervento del capo dello Stato, supplicandolo di prendere a cuore la sua drammatica vicenda. 

"Nel ruolo di presidente del Consiglio superiore della magistratura, caro e stimato presidente, le chiedo di mettete fine agli intoppi burocratici divenuti per me un incubo che potrebbe portare a tragiche conseguenze". 

Il calvario, raccontato sulle colonne del Centro, ha avuto inizio 6 anni fa: il 17 aprile 2013 la docente è stata ricoverata al San Pio a causa delle lesioni che le procurò l'ex compagno, 56 anni, pugliese. 

Dopo una prima denuncia alla polizia di Lanciano (Chieti), l'ex compagno finì in giudizio e patteggiò la pena di 10 mesi, ma nonostante la condanna l'uomo avrebbe continuato a perseguitare l'insegnante che, decise di trasferirsi in Toscana. 

"Ogni qualvolta venivo a trovare i miei, il mio ex ricominciava a pedinarmi e insultarmi. Sono tornata in Abruzzo 3 anni fa", racconta la donna al presidente Mattarella. 

"Il 14 gennaio scorso è stata pronunciata la sentenza di divorzio, ma le cose sono andate sempre peggio. Per raggiungere i plessi scolastici in cui insegno devo percorrere 15 chilometri. Il 15 marzo sono stata tamponata dal mio ex e sono finita nuovamente in ospedale. Diversi testimoni hanno assistito alla scena. Qualcuno è disposto a testimoniare, altri hanno paura. Io comunque ho presentato una denuncia ai carabinieri di Casalbordino e tramite un legale un'altra denuncia in Procura. Un avvocato amico mi ha detto che la denuncia indirizzata alla Procura non è stata fatta bene e questo potrebbe bloccare l'iter. Chiedo aiuto al procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, persona preparata, sensibile e pronta ad intervenire in caso di bisogno. Ho bisogno di aiuto. Con questa lettera prego lei, stimato presidente, di aiutarmi. Ho paura", conclude la donna.



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