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''LA GRANDE BELLEZZA'' HA UN PIZZICO D'ABRUZZO,
PROVINCIALI, ''QUEI MESI ACCANTO A SORRENTINO''

Pubblicazione: 22 gennaio 2014 alle ore 08:04

Fabrizio Provinciali
di

PESCARA - C’è anche un po’ di Abruzzo nel grande successo del film La grande bellezza, che ha vinto il Golden globe come Miglior film straniero e ha ricevuto la nomination agli Oscar.

Fabrizio Provinciali ha 30 anni, è nato a Pianella (Pescara) e ha fatto da assistente alla regia nella fortunata pellicola di Paolo Sorrentino che ha ottenuto uno straordinario successo.

È proprio lui che ha “pescato” molte comparse dalla strada, nelle feste, addirittura nella fila per il bagno in un locale. “Prima delle riprese mi sono occupato dello street casting, Sorrentino è molto attento alle comparse, quindi siamo andati in giro a cercare le persone adatte”, spiega ad AbruzzoWeb.

L’incontro con Sorrentino è avvenuto  sul set Questioni di cuore, dove lui recitava la parte di se stesso: “L’ho rincontrato qualche mese dopo e mi ha parlato del film La grande bellezza e mi ha voluto coinvolgere”.

Cosa ti ha insegnato il lavoro al fianco di Sorrentino?

È stata un’occasione per osservare il suo modo di lavorare. È un regista che ho sempre stimato e vederlo in azione è stato bellissimo. Una vera e propria scuola per me poter osservare quei movimenti complessi, con tutte quelle comparse.  Ho cercato di rubare i suoi ‘piccoli segreti’, come il modo in cui rivolgersi a un attore, perché ogni regista ha un suo metodo. Inoltre sul set c’erano i migliori professionisti, un ambiente davvero stimolante.

Che tipo di regista è Sorrentino sul lavoro?

Sicuramente una persona molto esigente, tutto deve funzionare alla perfezione per lui. Non ci sono stati grandi problemi, anche perché avevamo una squadra ben strutturata.

Perché dovrebbe vincere l’Oscar secondo te?

È sicuramente un film fuori dal comune, c’è una complessità tecnica difficile da ritrovare. E poi è un film capace di fotografare, sebbene in maniera non realistica, il nostro Paese in questo momento storico: parla del declino morale e culturale e lo fa con un linguaggio suggestivo, affidato molto alle immagini. Si tratta di cinema con “c” maiuscola. In tutte le scene del film, anche se barocche, si coglie lo spirito del paese.

Nel film si racconta una Roma sconosciuta ai romani stessi. Una città calma, in cui l’unico rumore che si sente è quello della sua dirompente bellezza.

Era anche questo l’intento di Sorrentino: restituire la bellezza eterna della città, ripulita dal quotidiano. Ha prediletto atmosfere notturne,  e poi l’alba. Le riprese sono iniziate ad agosto 2012 e finite il 28 ottobre. Girare d’estate ha aiutato, perché la città si svuota.

Alcune scene sono state girate in palazzi che fino ad allora avevo visto solo da fuori.

Com’è nata in te la passione per il cinema?

Ho cominciato fin da piccolissimo con alcuni spettacolini teatrali, anche a scuola. La mia passione a quel tempo era la musica, in particolare amavo la batteria, che ho iniziato a suonare a 7 anni. La passione consapevole per il cinema è arrivata quando avevo 18 anni, quando ho iniziato a vedere circa 3 film al giorno. Ho capito che quella era la mia strada e mi sono iscritto ad Arti e scienze dello spettacolo all’Università La Sapienza, a Roma.

Nella capitale ho realizzato i primi cortometraggi, poi ho lavorato come assistente alla regia in Questione di cuore di Francesca Archibugi e in Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni, con Riccardo Scamarcio e Margherita Buy. Il mio cortometraggio Shadows from the past è piaciuto a Sky che lo ha trasmesso. Con un altro cortometraggio Et voilà ho fatto domanda al Centro sperimentale di cinematografia, e ho avuto ta i miei tutor al seminario proprio Sorrentino e Piccioni.

Quali sono i tuoi progetti al momento?

Sto scrivendo la sceneggiatura di quello che potrebbe essere il mio nuovo film. C’è anche un po’ di Abruzzo, di sicuro come ispirazione, poi spero anche praticamente. Anche in uno dei miei primi cortometraggi, intitolato La mucca, il manzo non è questo il punto, l’ispirazione nasce da realtà molto vicina a me. Il protagonista è l’attore Alessandro Tiberi, che è stato poi scelto da Woody Allen per il film To Rome with love. Una coincidenza importante, se penso che Allen è uno dei miei registi preferiti.

Il prossimo 2 marzo si terrà la notte degli Oscar. Come la trascorrerai?

Con gli altri assistenti organizzeremo una serata per seguire insieme in diretta la serata, per fare il tifo. È come tifare la tua squadra ai mondiali di calcio!



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