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''L'AZIONE DI GOVERNO FINISCE QUI'',
CONTE SALE AL COLLE PER LE DIMISSIONI

Pubblicazione: 20 agosto 2019 alle ore 17:35

ROMA - "L'azione di Governo si arresta qui". 

Gli attesi sviluppi sulle sorti del governo sono state così tracciate dal Giuseppe Conte al termine di un lungo discorso al Senato, nel quale ha annunciato l'intenzione, dopo il dibattito in Aula e la replica finale, di salire al Quirinale dal capo dello Stato - che ha ringraziato - per rassegnare le sue dimissioni, sancendo la fine dell'Esecutivo M5S-Lega .

"Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto", la replica a caldo del vicepremier Matteo Salvini, intervenuto dopo Conte: "Non ho paura del giudizio degli italiani".

"Il ministro Salvini ha aperto la crisi e chiesto elezioni anticipate: è una decisione grave, perché ha seguito interessi personali e di partito", ha esordito Conte nell’atteso discorso al Senato, con il ministro dell’Interno, che l'8 agosto ha innescato la crisi di governo, seduto al suo fianco.

"Decisione grave perché interrompe prematuramente un’esperienza di governo che aveva prodotto molti risultati; perché i cittadini avevano chiesto un cambio di passo espresso dal nostro governo; perché viola il solenne impegno assunto dal leader della Lega con il contratto di governo; perché i tempi della decisione espongono il nostro Paese a gravi rischi, tra cui quello di ritrovarsi in esercizio provvisorio di bilancio".

E Salvini, irritato per gli attacchi a 360° ricevuti da Conte, parla dal suo scranno di senatore nell'emiciclio del Senato, e rilancia nel suo discorso all'Assemblea la richiesta del voto subito.

"Sono qua - ha sottolineato - con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero".

Poi ha ironizzato sulla scelta "irresponsabile", così come definita da Conte, di aver avviato la crisi di governo all'inizio delle ferie estive del Parlamento.

"La critica più surreale è stata: non si fanno le crisi ad agosto, che i parlamentari non lavorano...Facciamo i ministri un mese si, un mese no?".

Parlando dei tempi della crisi il leader della Lega ha  assicurato la sua disponibilità di andare al voto:  "anche a settembre, non veniteci a parlare di aumento Iva, di spread, di esercizio provvisorio, di recessione...".

La Lega, ha annunciato poi "è pronta a sostenere una manovra economica se ha almeno 50 miliardi a bilancio per ridurre le tasse a famiglie, lavoratori e imprenditori italiani, almeno, stando sotto a quello che farà la Francia".

Nel passaggio finale, Salvini ha rilanciato al M5S la proposta di votare il taglio dei parlamentari e poi andare al voto: "Se c'è voglia di costruire, di terminare un percorso virtuoso" con il taglio dei parlamentari e lo stop all'aumento delle tasse, "e poi andiamo al voto, noi ci siamo", "se volete ultimare il percorso di riforme noi ci siamo".



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