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L'AQUILA TERREMOTATA MA GREEN, PER LEGAMBIENTE E' SESTA IN ITALIA

Pubblicazione: 30 ottobre 2014 alle ore 08:14

greeneconomy1
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L'AQUILA - Terremotata ma molto green. L’Aquila è sesta città capoluogo in Italia più ecologica e vivibile, nonostante abbia un centro storico ancora quasi tutto da ricostruire, e pesanti conseguenze sociali ed economiche del post-sisma del 6 aprile 2009.

Pescara è in fondo alla classifica, al 98° posto, a metà classifica Chieti, al 21° posto, e Teramo, al 34°.

I dati sorprendenti sono riportati nel rapporto Ecosistema Urbano 2014 di Legambiente che ha assegnato un punteggio a 104 città italiane basandosi su 18 indicatori fra i quali la qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), la gestione delle acque (consumi, dispersione della rete e depurazione), i rifiuti (produzione e raccolta differenziata), il trasporto pubblico (sull’offerta e sull’uso che ne fa la popolazione), la mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), l’incidentalità stradale, l’energia (consumi e diffusione rinnovabili).

In cima alla classifica nazionale ci sono Verbania, Belluno e Bolzano. Le meno vivibili sono invece Crotone, Isernia e Agrigento. Ma nel complesso, sottolinea nel rapporto anche eccellenze italiane, compresa la sorpresa L’Aquila, sono ben lontane, in tema di eco sostenibilità urbana, rispetto alle città di altri Paesi.

Analizzando i numeri relativi ai quatto capoluoghi abruzzesi, per prima cosa va sottolineato che non è agevole fare un confronto con la classifica di Ecosistema urbano del 2013, in cui le città erano suddivise, a differenza di quest’anno, in tre distinte categorie: città grandi, medie e piccole.

Tra 44 città medie, con popolazione compresa tra 80 mila e 200 mila, Pescara era al 10° posto. Tra le 40 città piccole, fino agli 80 mila abitanti, prima tra le abruzzesi era Chieti al 9° posto, seguita da L’Aquila al 10°, più indietro Teramo al 20° posto.

Guardando però ai punteggi, e tenendo conto che i parametri adottati nel 2013 non sono del tutto coincidenti rispetto a quelli presi in considerazione nel 2014, si può affermare che L’Aquila guadagna posizioni ottenendo quest’anno 66,1 punti su cento, rispetto ai 54,7 dell’anno scorso.

Anche Teramo fa passi avanti, dal 49,6 del 2013 al 55,2 per cento. Chieti è più o meno stabile: quest’anno ottiene il 58 per cento, nel 2013 era al 57 per cento.

Crolla invece Pescara che passa dal 44 al 25 per cento.

LE STATISTICHE

A fare media, tanto per cominciare, a vantaggio dell’Aquila, il 25° posto per l’energia fotovoltaica installata sugli edifici comunali, con 5,5 chilowatt ogni mille abitanti. Grazie anche agli impianti installati nel post-terremoto sugli edifici del progetto C.a.s.e.
In basso alla classifica Chieti con 2,45 chilowatt installati, Pescara con 1,48 chilowwatt e Teramo con appena 0,09 chilowatt.

Altro aspetto che rende L’Aquila una delle città dove, dal punto di vista ambientale, si vive meglio in Italia, è l’aria è relativamente pulita, e risulta essere al 12° posto in Italia, bene anche Teramo al 20°. Pescara e Chieti non hanno a tal proposito fornito dati.

Per quanto riguarda il capoluogo abruzzese si registra però un aumento delle polveri sottili da un valore pari a 19 a 23, registrato dalle centraline. Tredicesima in Italia per aria pulita, anche da questo punto di vista. Miglioramenti si registrano anche a Teramo, dove le concentrazioni diminuiscono da un valore 26 a 22.

E inoltre nel capoluogo abruzzese si è molto parchi e risparmiosi nel consumo di acqua potabile, pari solo a 142 litri pro capite, trecentesima in Italia. Per Pescara manca il dato, Teramo è al 70° posto con 170,9 litri, mentre Chieti è all’83°con 205,5 litri pro capite.

Sobrio all’Aquila anche il consumo di corrente elettrica, pari a 1.026 chilowatt per abitate all'anno, che vale il 19° posto in Italia. Segue Teramo al 22°, con 1.035 chilowatt, Chieti al 24° posto con 1045, Pescara al 48°, con 1114 chilowatt.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, prima tra le abruzzesi e decima in Italia è invece Teramo, con una percentuale del 62,3 per cento. Chieti al 33° con 54,6 per cento. L’Aquila si trova al 77° con il 25 per cento. In fondo alla classifica anche Pescara è tra le ultime d’Italia, al 73° posto con il 30 per cento.

Un parametro che penalizza il capoluogo è il numero di auto pro capite, parametro rispetto al quale Pescara fa molto meglio, con 61 auto circolanti ogni 100 abitanti, rispetto a a Chieti 65, a Teramo 68, a appunto L’Aquila 77.

L’Aquila non compare poi nella classifica delle isole pedonali, vista la sua particolare situazione urbanistica del post-sisma, Chieti, invece, è all’11° posto nazionale con 0,70 metri quadrati per abitante. Seguono Pescara e Teramo ma in fondo alla classifica.

A eccezione di Pescara che non ha fornito dati, si scopre che le città abruzzesi eccellono per depurazione delle acque Teramo e Chieti, che sono con altre città al primo poto in Italia, L'Aquila è comunque in alta classifica, al 23° posto.

Per quanto riguarda l'offerta di trasporto pubblico poi L'Aquila è nella categoria delle piccole città seconda solo a Siena, quarta in classifica Chieti. Male Teramo, solo al 28° posto, e tra le città medie Pescara, terz'ultima in classifica.

Pescara si riscatta però con il 50° posto italiano con 4,02 metri quadrati ogni 100 abitanti di pista ciclabile Chieti al 63° posto con 2,57 metri quadrati ogni 100 abitanti, Teramo al 73° posto con 1,67 metri quadri ogni 100 abitanti. L’Aquila non classificata. Anche perché non risultino esitano piste ciclabili.

E a Pescara poi è al 52° posto per numero di vittime in incidenti stradali ogni 10.000 abitanti (0,50 vittime), Teramo al 57° posto (0,55), L’Aquila al 64° posto (0,57) e Chieti al 66° (0,58).

Al di là della classifica, che comunque offre importanti spunti d’azione alle varie amministrazioni, il giudizio complesso sull’eco sostenibilità delle città italiane da parte del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza è molto duro soprattutto se confrontato con altre città nel mondo.

“Nel resto d’Europa - spiega Dezza - si parla al futuro, per capire cosa si deve fare già oggi. L’olandese Groningen ha deciso che nel 2025 avrà azzerato le emissioni di gas serra coprendo il fabbisogno energetico con le fonti rinnovabili e piantumando nuovi alberi. New York punta ad arrivare al 2050 con una quota di gas climalteranti inferiore dell’80 per cento rispetto ai livelli del 2005. Amburgo ha avviato un progetto per diventare car free in 20 anni ed Helsinki vuole raggiungere lo stesso risultato in 15 anni".

"Londra in meno di dieci anni vuole completare una rete di percorsi pedonali che consentano di andare a piedi in qualunque punto della città senza soluzione di continuità, ovvero senza dover cedere il passo alle auto", aggiunge.

"È difficile prevedere se queste città raggiungeranno i target fissati, però è evidente che stanno lavorando per riuscirci. È facile, invece, prevedere - conclude Dezza - che in assenza di obiettivi chiari e ambiziosi le nostre città non andranno da nessuna parte, schiacciate come sono da logiche parziali e settoriali, a compartimenti stagni, spesso contraddittorie, figlie di un’errata programmazione delle priorità, un’incoerente destinazione delle risorse, la perniciosa disorganicità delle azioni. Si procede per interventi puntuali, ma raramente qualcuno prova a unire tra loro i puntini proponendo un filo conduttore che offra l’immagine di quello che sarà la città domani”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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