L'ECONOMISTA, ''DISEGNO PER SPOPOLARE PICCOLI COMUNI E TERRITORI, ORMAI LOTTA DI CLASSE CONTRO I 'PENULTIMI' MA SOLO IN FRANCIA GENTE IN STRADA''

''IL PD CONTINUA A DISTRUGGERE L'ITALIA'', SAPELLI, ''MEGLIO VECCHIA PROTEZIONE CIVILE''

Pubblicazione: 04 gennaio 2019 alle ore 07:00

Giulio Sapelli
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L’AQUILA – Il Centro Italia terremotato e in crisi economica “spopolato e impoverito per una precisa scelta ideologica, come accaduto nell’Argentina di Carlos Saúl Menem senza neanche il terremoto”, la Protezione civile “da ripristinare col vecchio modello di Giuseppe Zamberletti Guido Bertolaso”, una “spietata lotta di classe, in corso in tutta Europa, da parte dello Stato dei padroni nei confronti di quella classe media che in Francia è composta dai ‘penultimi’ che non hanno i soldi per comprarsi la macchina elettrica e che non possono usare il monopattino. E che reagiscono con le sommosse nelle strade da parte dei gilets jaunes”.

E ancora, “l’Italia è sempre nelle mani del Partito democratico, cioè della borghesia ‘vendedora’ che tifa per il default italiano. Anche se Lega e 5 Stelle pensano di aver conquistato lo Stato”.

Rompe gli argini Giulio Sapelli, economista, già professore universitario di Storia Economica alla Statale di Milano, in un’intervista di fine anno concessa ad AbruzzoWeb, nel corso del suo lungo soggiorno in America Latina, nei luoghi che il professore “quasi premier” - la cui candidatura fu stroncata dal Movimento 5 Stelle - conosce benissimo per averci vissuto e lavorato e che ha pure raccontato sui libri.

Un’intervista in cui il professore immagina, tra l’altro, “i piccoli comuni, le piccole e medie realtà dei territori soprattutto interni, destinati al degrado e alla povertà se non si cambia immediatamente rotta”.

“L’Abruzzo e più in generale il Centro Italia terremotato e in crisi economica, appartengono al popolo degli ultimi e non dei ‘penultimi’, purtroppo - ammette Sapelli - D’altra parte, anche dalle vostre parti è in atto una spietata lotta di classe come quella che in Francia ha portato alle sommosse e ai morti per le strade. Si sta assistendo all’eliminazione dei piccoli comuni, delle cittadine, dei territori interni. E in questo c’è una logica del grande capitale, quindi soprattutto del Partito democratico, che ha portato ad esempio alla distruzione della Protezione civile smontata con la scusa della corruzione. Col risultato che la ricostruzione o non c’è, oppure procede a rilento mentre i territori si spopolano”.

“E quindi - è convinto l'ex docente - si sta facendo di tutto per sradicare industrie, piccole comunità, piccoli comuni. Si lascerà posto a quello che rimane delle grandi industrie e ai vari Carrefour e Auchan. Certo, ci sono ‘eroi’ come Dompé che tengono duro, ma in un quadro in cui si vuole impedire che la gente torni a vivere e a lavorare in quei territori, tra chiusure di piccoli ospedali, uffici postali, piccole e medie imprese”.

“Il nemico - prosegue Sapelli, che insegnò pure a Parigi, all’École des hautes études en sciences sociales - è la politica economica non solo neoliberista, ma classista, che vuole realizzare i beni comuni attraverso lo strumento fiscale in una spietata lotta di classe. Sta accadendo in tutta Europa, ma per ora se ne sono accorti soltanto in Francia dove reagiscono alla francese non contro l'Euro come dice Sapir, ma a quella che l’unico amico che mi è rimasto in America Latina, Matteo Goretti, un grande intellettuale, la definisce ‘opinione publicada’, non pubblica, che riesce cioè a farsi sentire sui media mainstream. In Italia non se ne accorge nessuno, perché la gente è atrofizzata. Da noi, inoltre, è accaduta una cosa nuova: il popolo degli abissi si è unito al popolo dei penultimi per votare i 5 Stelle. E ora viene fuori il trasformismo politico di chi crede di aver conquistato lo Stato, ma lo Stato non è in mano a loro. È, al contrario, ancora nelle mani dei vari Romano ProdiDavide Serra, di chi è stato cacciato dal governo. Nelle mani, insomma, della borghesia ‘vendedora’, personaggi che il Lombroso avrebbe definito ‘pazzi morali’”.

L’economista trova poi modo di parlare dell’Aquila, città a cui è molto legato fin dai tempi della consulenza per Telecom e nella quale ha tenuto un convegno, organizzato proprio da AbruzzoWeb, nel febbraio del 2017.

“In occasione di quel convegno - svela il professore - un sacerdote mi disse che il potere lavora per distruggere le piccole e medie realtà e fare in modo che nessuno torni a viverci. Io credetti che esagerasse, ma sbagliai io e non lui”.

“Da qui a qualche anno il Centro Italia terremotato sarà solo degrado se non si cambia rotta - è la preoccupazione dell’economista - In fondo, si sta ripetendo ciò che ha fatto Menem in Argentina senza neppure l’aiuto del terremoto: privatizzazioni selvagge, sradicamento di intere province nella Pampa meno ricca, gente costrettaad andare via per disperazione, per fame. Perché? In primo luogo è una lotta ideologica, guidata dalla ‘mania’ del ‘sono tutti ladri e corrotti’, lo stesso motivo per cui non si fanno più le opere pubbliche. Che poi è l’ideologia più trasversale al mondo, va dal Pd ai 5 stelle. E alla fine chi rimane? La magistratura. In America Latina, dove si predica la stessa ideologia del ‘tutti rubano’, il potere più forte è quello dei giudici. Che viene applicato con metodi più spicci rispetto ai nostri, nonostante da noi ci siano la carcerazione preventiva ed altre bestialità come la riforma della prescrizione”.

“Sembra di essere nella Romania di Nicolae Ceaușescu, o nell’Inquisizione di Francisco Goya. Al ministro della giustizia dei 5 Stelle, Alfonso Bonafede, manca solo il cappello a punta. E anche in questo caso è tutto frutto di ideologia. La battaglia in corso, lo ribadisco, è ideologica. Siamo ai sanfedisti che tagliavano le teste ai santi”, conclude Sapelli. 



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