L'AUTORE DEL LIBRO CONTRO IL PONTEFICE, CACCIATO DAL SOVRANO MILITARE ORDINE DI MALTA: ''EX CARDINALE ARGENTINO ELETTO DA MAFIA DI SAN GALLO''

''FRANCESCO ALL'AQUILA? SI', MA RESTA UN PAPA DITTATORE'', LE ACCUSE DI SIRE A BERGOGLIO

Pubblicazione: 19 dicembre 2018 alle ore 06:45

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L’AQUILA - Si chiama Henry Sire, ma per firmare un durissimo libro scritto contro Papa Francesco aveva scelto lo pseudonimo di Marcantonio Colonna.

Perché Il Papa dittatore, questo il titolo del libro tradotto dalla versione originale in inglese, non poteva non scatenare un terremoto di polemiche negli ambienti ecclesiastici e non solo. 

Polemiche talmente forti da portare inevitabilmente alla luce la vera identità dell’autore, un celebre storico inglese, considerato anche un "folle tradizionalista", nato a Barcellona, classe 1949, prima sospeso e poi espulso dal Sovrano Militare Ordine di Malta proprio a causa di quell’opera pubblicata un anno fa in formato elettronico e firmata con uno pseudonimo.

Jorge Bergoglio è stato eletto Papa nel 2013 come un liberale e un riformatore. In realtà, era già conosciuto da tempo nella sua natia Argentina come un politico manipolatore e un abile promotore di se stesso. Dietro la maschera di affabile uomo del popolo, Papa Francesco ha consolidato la sua posizione di dittatore che governa con la paura e ha stretto alleanze con gli elementi più corrotti del Vaticano per scongiurare e capovolgere le riforme che ci si attendeva da lui”, si legge nel libro di Sire.

Un libro “frutto di stretti contatti con molte persone che lavorano in Vaticano, tra cui alcuni dei cardinali e altri personaggi principali citati nel corso della narrazione”.

“Quando si spengono le telecamere il papa si trasforma in un'altra persona: violenta, arrogante e volgare nel linguaggio”, riassume, in uno dei passaggi più critici, Sire-Colonna. 

AbruzzoWeb lo ha intervistato nei giorni in cui il primo Papa gesuita è stato invitato al Santuario della Jenca, sul Gran Sasso d'Italia, in occasione del decennale del sisma 2009, dall’Associazione San Pietro della Jenca durante la convention dei Santuari italiani che si è tenuta recentemente in Vaticano.

Henry Sire, lei nel libro, a partire dal titolo, descrive in modo impietoso Bergoglio, definendolo addirittura dittatore. Una definizione pesantissima che ha provocato feroci polemiche, oltre alla sua cacciata dall'Ordine di Malta. Era consapevole delle reazioni che ci sarebbero state una volta pubblicato il libro, anche se firmato con uno pseudonimo?

La mia intenzione era produrre un effetto. Ho ritenuto essenziale far sapere al pubblico che una figura del tutto eccezionale era stata eletta al papato nel 2013, ma sfortunatamente non in senso favorevole. In contrasto con tutti i Papi degli ultimi tempi, che hanno avuto un alto carattere personale, Jorge Bergoglio è stato un prelato che ha rappresentato alcuni degli aspetti più corrotti della Chiesa latinoamericana. Ed è stato eletto senza conoscere il suo vero carattere. Questa ignoranza è stata perpetuata da una spudorata propaganda emanata dallo stesso Papa Francesco, propaganda che lo ritrae falsamente come un governante affascinante, democratico e riformatore.

C'è chi definisce il libro "calunnioso". Lei come risponde a una critica di questo genere? 

La mia risposta è che nessuno ha indicato una sola inesattezza in ciò che ho affermato.

Secondo lei la Chiesa non dovrebbe, come vorrebbe Papa Francesco almeno a parole, migliorare, progredire, liberarsi di tante "catene" che per secoli l'hanno resa dittatoriale e senza scrupoli e che ancora oggi, tra pedofilia e scandali finanziari, non la rendono più pulita?

Mi hai frainteso completamente se pensi che la mia tesi sia che la Chiesa non dovrebbe essere riformata. La mia argomentazione è esattamente l'opposto: le affermazioni di Papa Francesco sul suo essere un riformatore sono totalmente fraudolente. Il mio terzo capitolo ha come titolo “Riforma? Quale riforma?”, ed è un capitolo nel quale analizzo tre aree in cui ci si aspettava che il nuovo Papa riformasse la Chiesa: la Curia, gli abusi sessuali del clero e le finanze vaticane. Bene, nel capitolo mostro in dettaglio che Francesco non ha effettuato alcuna riforma in quelle tre aree, ma, al contrario, ha peggiorato le cose.

Un suo giudizio sui predecessori di Bergoglio, ossia Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, rispetto proprio a Bergoglio. Wojtyla si fece immortalare al fianco di un crudele dittatore come Pinochet, ad esempio. E Ratzinger non ha mai goduto di particolari simpatie da parte del popolo anche per il suo passato di giovane nazista.

La mia analisi non si basa su alcuna idea che Giovanni Paolo II o Benedetto XVI fossero Papi ideali. Tuttavia, vorrei sottolineare che è ridicolo parlare del passato nazista di Ratzinger, poiché il regime nazista cadde pochi giorni dopo il suo diciottesimo compleanno. Aggiungo che Papa Benedetto XVI non era molto popolare soprattutto perché i liberali cercavano assiduamente di oscurare il suo nome, nello stesso modo in cui ora stanno cercando di “imbiancare” Francis.

Quanto pesa in questa analisi il passato argentino di Bergoglio, tra accuse e smentite di sostegno alla dittatura di Jorge Rafael Videla?

Penso che sia un po' fuorviante concentrarsi sui “record” di Bergoglio durante la dittatura militare argentina. Sembra abbastanza chiaro che, come capo dei gesuiti argentini in quel momento, padre Bergoglio avesse legami di qualche tipo con le autorità militari. Potrebbe anche aver usato quei collegamenti per proteggere alcune persone, ma i fatti non sono stati completamente rivelati. Quello che penso sia più significativo è che Bergoglio non ha mai voluto incoraggiare una completa rivelazione di quel passato. I suoi sforzi sono stati dedicati a “messaggiare” il suo “record” e promuovere un'immagine positiva di sé stesso. In ciò si è mostrato un maestro di propaganda, sia prima che dopo la sua elezione a Papa.

La Mafia di San Gallo, come lei la definisce nel libro, si attivò per far vincere Bergoglio. Perché? E cosa ci si deve aspettare, allora, per il prossimo Papa?

Devo dire innanzitutto che l’espressione “St Gallen Mafia” non è stata inventata da me per descrivere quel gruppo di cardinali. L'espressione è stata usata scherzosamente dai cardinali stessi, come rivela il loro leader, il cardinale e arcivescovo cattolico belga Godfried Danneels nella sua biografia. Va sottolineato che le riunioni segrete dei cardinali per influenzare un Conclave sono severamente vietate dal diritto canonico e la pena è la scomunica di coloro che vi prendono parte. Al prossimo Conclave, è essenziale che i cardinali si assicurino che non ci siano cricche di quel genere che operano, sia a sinistra che a destra. La seconda cosa essenziale è che i cardinali si informino a fondo su che tipo di uomo stanno eleggendo e dunque non eleggere un uomo sconosciuto che si rivela completamente diverso da ciò che si aspettavano.

All'Aquila, dove si trova anche l'Ordine di Malta, c'è chi lavora da tempo a una visita del Papa nella città e nel territorio terremotati. Cosa direbbe lei a chi in questi luoghi crede all’immagine del Papa che sorride e che è vicino agli ultimi?

Lasciate comunque che papa Francesco visiti L'Aquila e mostri la sua simpatia per gli afflitti. È un bene che un Papa sorrida e sia vicino ai deboli, ma la domanda è se lo sta facendo per la sua “immagine”, per citare la parola che lei ha utilizzato nella domanda. Anche se non è solo immagine, dovremmo anche ricordare che un Papa non è eletto solo per sorridere e per essere vicino ai deboli. Viene anche eletto a proteggere la dottrina cattolica e ad essere un leader spirituale e non un politico.



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