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EX ASSESSORE DEFENESTRATA A FEBBRAIO IN UNA CONFERENZA STAMPA FIUME: ECCO COME FUNZIONAVA IN GIUNTA. BERSAGLI PREFERITI BIONDI, LIRIS E DI GIOVACCHINO

COMUNE L'AQUILA: LE VERITA' DELLA DI COSIMO,
''UNA VERA ODISSEA, SONO STATA MOLTO MALE''

Pubblicazione: 22 giugno 2019 alle ore 20:12

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L’AQUILA - “Sono stata spogliata pian piano delle deleghe, allontanata dalla gestione della Cultura della città solo per gelosia rispetto ai successi e al consenso ottenuti. Ero colei che non sapeva mai nulla, ero l’assessore alla Cultura e non potevo muovere neanche una bottiglia d’acqua se non autorizzata da Alessia Di Giovacchino”.

Ha raccontato la sua verità ieri pomeriggio in una inconsueta conferenza stampa durata 3 ore, l’ex assessore alla Cultura e al Turismo del Comune dell’Aquila, Sabrina Di Cosimo, defenestrata nel febbraio scorso con una nota, altrettanto inconsueta, in cui il sindaco, Pierluigi Biondi, ha motivato la sua scelta “con i comportamenti poco consoni” tenuti dalla forzista nell’esercizio delle sue funzioni. 

Rivelazioni, con decine e decine di episodi, che hanno avuto una larga presa nell’opinione pubblica e che sono destinate ad avere altre puntate, non solo in riferimento alle polemiche ma anche sul piano politico. 

In una conferenza stampa, a tratti somigliante ad uno show, visti i filmati correlati ed i contributi legati all’anno e mezzo di attività amministrativa, i bersagli preferiti della Di Cosimo sono stati il primo cittadino, di Fratelli d’Italia, che ha vinto le elezioni nel giugno del 2017, e l’ex vice sindaco Guido Liris, da alcuni mesi assessore regionale dopo essere stato eletto consigliere regionale lo scorso 10 febbraio, proprio l’ex forzista ora a Fdi, che l’ha voluta come assessore comunale. 

Ma soprattutto Alessia Di Giovacchino che ricopre il ruolo di segretaria del sindaco, comunque, sua stretta collaboratrice, dipendente di Abruzzo Engineering distaccata in Comune, “impiegata al gabinetto del primo cittadino con altre mansioni rispetto al suo contratto, che prevede l’esclusivo utilizzo di questi lavori nel settore della Ricostruzione”, ha attaccato la Di Cosimo, sottolineando di aver esaminato le carte in questione con il suo legale. 

L’ex assessore, che ha retto la scena come una consumata attrice di teatro, non ha solo denunciato quelle che, a suo avviso, sono pratiche non certo ortodosse nell’ambito dell’azione amministrativa, ma ha anche accennato a situazioni personali e familiari legate alle persone oggetto delle sue critiche: in merito a questi passaggi, AbruzzoWeb che ha deciso di trasmettere in diretta l’evento per il grande interesse mostrato dai lettori sulla tematica fin dall’annuncio della Di Cosimo, si dissocia da contenuti e toni, prendendo le distanze e declinando ogni responsabilità. 

Per oltre tre ore, l’ex assessore, 42 anni dell’Aquila, single, “innamorata di Silvio Berlusconi fin da giovanissima”, ha raccontato quella che per lei è stata una vera a propria odissea: ha rivelato con coraggio di essere stata molto male, di essere ingrassata a causa dei farmaci e di aver trovato la forza di parlare “per la mia dignità e grazie a tutti i cittadini che mi hanno sempre sostenuta. Ma più di tutto, mi hanno colpito i consigli di Gabrielle, che sta combattendo una battaglia molto più dura della mia”, ha aggiunto commuovendosi.

“Vi consiglio di mettervi comodi come se foste al cinema, perché oggi vi racconterò quello che a tanti può sembrare un film tragicomico, purtroppo è stata la mia vita negli ultimi due anni - ha spiegato all’inizio, ammettendo la singolarità della conferenza stampa -. Sono emozionata, arrabbiata, tesa, nervosa, felice e serena, perché so che quando una persona ha la ragione dalla sua parte non deve avere paura di nulla. Proverò a raccontarvi i fatti senza dare alcuna opinione personale - ha detto ancora, anche se in questo senso l’evolversi dell’incontro con la stampa ha dimostrato molte volte il contrario -. Posso dirvi che è stata dura, oggi mi metterò davvero a nudo, vi racconterò le fragilità e la forza di una donna”, ha esordito nella sala conferenze del Centro servizi per il volontariato, che ha ospitato la conferenza.

L’ex assessore si è raccontata come una donna “assediata”, a cui il primo cittadino aquilano ha reso da sempre la vita difficile. 

Lo ha fatto mostrando al pubblico e ai giornalisti presenti una serie di screenshot delle chat WhatsApp tra lei, il sindaco e la Di Giovacchino, “che dimostrano come sono stata trattata per un anno e mezzo, questo è quello che ho dovuto sopportare, sono stata trattata in un modo irrispettoso per la carica istituzionale che ricoprivo”.

L’ex assessore, che ha ricordato le tappe della sua carriera, a partire dai suoi trascorsi con Alitalia, definendosi “una manager”  ha sottolineato come “tutto è un po' un intrigo: Alessia, che è sposata con il dirigente del settore Bilancio e Razionalizzazione del Comune, Tiziano Amorosi, è anche la migliore amica e socia in un'agenzia di comunicazione della moglie di Biondi, Elisa Marulli, che invece è una mia amica sincera”.

Il punto di rottura nel rapporto Di Cosimo-Biondi-Di Giovacchino, come ha sottolienato l'ex componente della Giunta, c'è stato nel marzo del 2018 con il viaggio a Matera, capitale europea della cultura.

Una delegazione doveva recarsi lì per per scortare la Bolla del Perdono di Papa Celestino V.

"Per settimane mi sono state nascoste delle cose, alcune le ho scoperte con il passare del tempo. Innanzitutto mi era stato detto che per evitare di spendere i soldi delle casse comunali non sarebbe sceso l'autista, ma Biondi e Alessia sarebbero andati insieme ai Carabinieri, che facevano parte della delegazione. Ma quando ho chiesto di potermi unire a loro, mi è stato risposto che sarei dovuta scendere in modo autonomo. Non mi volevano, eppure ero l'assessore alla Cultura".

Ad organizzare tutto, secondo quanto riportato dalla Di Cosimo, sarebbe stata la segretaria del sindaco, che ha accompagnato il primo cittadino nella visita a Matera: "Non so cosa c'entri la Ricostruzione con la Cultura", ha proseguito Di Cosimo.

Il peggio, però, arriva al momento di scendere le valigie per recarsi in hotel: "Di Giovacchino aveva prenotato due suite in un albergo a cinque stelle, una per lei e una per Biondi, mentre il resto della delegazione, me compresa, alloggiava in un altro hotel a tre stelle", ha aggiunto.

Se c'è qualcuno che aveva ridato entusiasmo e slancio a questa città, questa persona si chiama Sabrina Di Cosimo, e non lo dico io, ma tutti i cittadini, i giornali, i commercianti”, ha aggiunto, anche se c’è da dire che i media li ha criticati in più di un passaggio, sottolineando di essere stata accusata ingiustamente “perché ho fatto gare di appalto”, di aver affidato direttamente l’organizzazione di eventi “a persone a me vicine”.

Poi, guardando la telecamera, certa che Biondi stesse seguendo la diretta video, ha sfidato il primo cittadino: “Buonasera sindaco, io l'ho invitata, avrei voluto averla qui in prima fila. La invito ad un confronto pubblico, perché chi ha la coscienza a posto non ha paura di nessun confronto”.

L’ex assessore, un fiume in piena per tre ore, ha svelato che “sono stati i consiglieri di maggioranza a farmi fuori, a partire dal mio capogruppo, Roberto Junior Silveri, che in commissione su alcuni bandi del mio assessorato, ha inviato un messaggio ad un consigliere di opposizione scrivendo ‘uccidila’, poi volevano che boicottassi la Perdonanza di Alfredo Moroni, perché di centrosinistra, ma io non ho accettato. Biondi mi ha corteggiata per mesi, voleva che andassi in Fdi, mi ha tentata in tutti i modi, dicendomi che avrei avuto a disposizione soldi in bilancio, dipendenti, ma non ho accettato. In quel periodo ho capito come funziona la politica”.

Nel calderone è finito anche Liris, ex vice sindaco dell’Aquila, oggi assessore regionale, “reo” di aver cercato di placare gli animi fino alle elezioni: “in due occasioni volevo dimettermi, il 22 agosto e il 5 settembre del 2018, ma mi è sempre stato chiesto di non farlo e adesso so il perché: servivo fino alle elezioni regionali per i miei voti, Guido aveva bisogno di me e poi avevano paura che se avessi parlato prima, magari il risultato non sarebbe stato quello di oggi”, ha aggiunto.

Questi, solo alcuni dei tantissimi motivi che, secondo la ricostruzione fatta dalla Di Cosimo, avrebbero spinto Biondi al suo defenestramento.



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