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LUNGA INTERVISTA TELEFONICA AL SENATORE LEGHISTA, ELETTO NELLA NOSTRA REGIONE, ALLA VIGILIA DELL'OTTAVA EDIZIONE DEL CONVEGNO A MONTESILVANO

''ABRUZZO IN CRISI? E' TEMPO DI FARE DEFICIT''; BAGNAI, ''UE COMPLESSA E PIENA DI SCORIE''

Pubblicazione: 25 ottobre 2019 alle ore 19:48

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MONTESILVANO – “Il ‘mio’ Abruzzo in crisi? Stiamo studiando con attenzione quello che questo governo ha da proporre su alcuni temi, ad esempio sul sostegno alle regioni colpite dal sisma. Non tutto ci convince, ma si torna purtroppo sempre al solito punto: se non si decide di investire pesantemente sui territori come quello particolarmente fragile dell’Abruzzo, e investire per uno Stato, come per un’azienda, significa fare debito per i motivi giusti, se si continua a restare all’interno di queste regole per cui ci continuano a chiedere austerità anche in un momento di depressione economica, contro qualsiasi logica economica, il divario tra regioni fragili e meno fragili si amplierà in tutta Italia”.

Così ad AbruzzoWeb Alberto Bagnai, senatore della Lega eletto in Abruzzo, presidente della VI Commissione Finanze del Senato della Repubblica, alla vigilia della prima delle due giornate del convegno internazionale, organizzato dalla associazione Asimmetrie, “Euro, mercati, democrazia”, giunto all’ottava edizione, che si terrà domani, sabato 26, e dopodomani, domenica 27 ottobre, a Montesilvano (Pescara), nella Sala del Nord del Centro Congressi Serena Majestic (via Carlo Maresca n.12).

Bagnai. che siede sui banchi della opposizione al governo del vecchio alleato Movimento cinque stelle e del Partito democratico, ha concesso a questo giornale una lunga e articolata intervista telefonica, in alcuni passaggi quasi una chiacchierata a briglie sciolte, spiegando, tra l'altro, la “genesi” del convegno che da otto anni si tiene in riva all’Adriatico e toccando vari temi, da quellovvio, dell’Italia dentro o fuori dall’Euro, alle difficoltà di liberare da certe catene ideologiche il dibattito sulla moneta unica e sui Trattati europei, passando per il possibile, ma in ogni caso sofferto, addio dell’Inghilterra all’Unione Europea per mezzo della Brexit, finendo per esprimere giudizi e speranze sulla realtà dell’Abruzzo, regione in cui, come detto, è stato eletto senatore e in cui ha lavorato per anni – ora è in aspettativa – come professore di politica economica nella Facoltà di Economia dell’Università degli Studi “Gabriele d'Annunzio” di Chieti-Pescara.

“Qualsiasi decisione – afferma Bagnai – anche quella di costruire l’ennesima rotatoria, che considero più pratica del semaforo, in Abruzzo, che sembra una cosa apparentemente semplice, coinvolge tanti attori. Questo per spiegare che qualsiasi modifica dell’assetto del nostro Paese nell’Unione Europea, va dalla presidenza della Repubblica, alla Banca d’Italia, al Dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e delle Finanze. Avere anche il cento per cento di un Parlamento è solo l’inizio di un percorso, perché le scelte passano per diversi livelli”.

“A questo proposito – spiega poi il senatore – ho chiesto a Claudio Borghi (presidente della V Commissione Bilancio della Camera dei deputati, ndr), di iniziare un percorso didattico affinché le persone capiscano la complessità che sta dietro all’adozione di scelte di carattere politico. Io credo che la maggior parte delle persone non sappia, ad esempio, che su ogni votazione data in qualsiasi commissione o aula parlamentare, ci deve essere un parere del governo. Dietro c’è molto ed è giusto che i cittadini sappiano come funzionano i corpi elettorali”.

Sulla Brexit, Bagnai crede che, “nonostante non sia un ‘pranzo di gala’, alla fine si farà, ma è un primo passo verso un ulteriore progresso del dialogo. Oggi parliamo di queste cose, ma nove anni fa di queste cose non si poteva tecnicamente e fisicamente parlare. E nessuna persona che avesse espresso una visione critica aveva voce in Parlamento”.

“Qui si sta parlando sostanzialmente di valutare se gli Stati nazionali siano ancora uno strumento efficiente di rappresentazione e mediazione politica, un dibattito che si è fatto tante volte nella storia europea, per esempio durante la Guerra dei Trent’anni. Su alcuni temi, comandare in casa propria è semplicemente più efficiente”, dice ancora l’economista.

L’intervista completa è in versione audio ed è disponibile sul canale YouTube di AbruzzoWeb all’indirizzo internet https://www.youtube.com/watch?v=s6s6EzTH4lI&t=62s



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